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SCHEMA - tra Dentro e Fuori  - 

Lo spettacolo nasce da una specifica esigenza: trovare un’idea viva, che funzioni nel divenire azione.

Tale esigenza viene spostata sul piano scenico, divenendo manifestazione di una realtà ampiamente diffusa tra i giovani, ma potremmo dire propria dell’essere uomo. I personaggi hanno l’ossessione di trovare un’idea che rappresenti la “svolta” della propria vita.

C’è bisogno di un’idea! Che Funzioni! Che diventi azione. Si. Così potremo stare bene. Meglio. Cosa? Cosi potremo stare meglio. Non è specificato quale tipo di idea debba essere. Essenziale, vitale è ricercare questa idea che azionata consenta ai due di stare bene,  naturale tendenza dell’uomo ad un miglioramento. La mancanza di tale idea diviene così spinta inarrestabile che anima i personaggi in una passionale ricerca che si svolge in ogni direzione, con l’utilizzo di tutti gli strumenti a disposizione, prima di tutto se stessi. Se normalmente si aspetta che arrivi l’idea, i personaggi mettono in atto un meccanismo attivo-propositivo di ricerca dell’idea stessa. Tale ricerca diviene terreno fertile per lo sviluppo di tematiche sociali, generazionali, desideri, aspettative, gag, incontri-scontri, per raccontare gli altri raccontandosi.

La curiosità entra a rompere gli schemi a spingere i due in ogni direzione, la necessità di un’idea come espressione di una necessità di agire, necessità di un’azione consapevole, ideata, di un’IDEAZIONE. I due personaggi sono espressione dell’ideare l’uno e dell’agire l’altro per poi scambiarsi di ruolo.

Quando la strada proposta e percorsa dai personaggi non porta all’idea tanto attesa il meccanismo attivato non funziona si inceppa e a questo punto che si fa… Non funziona. Che facciamo? Preghiamo! La preghiera diviene sostegno necessario quando le cose non vanno, atto di fede necessario da cui prendere forza per andare avanti.

Momenti determinanti dello spettacolo sono le feste che i due organizzano in questa stanza. E se fossimo sempre in festa? Sarebbe bello. Lo spettacolo termina sulla scena, con una festa popolare legata alla tradizione della Pizzica. Si apre cosi’ un momento di libere danze, la festa fuoriesce dal palcoscenico per estendersi nello spazio circostante, il pubblico da un ruolo passivo di mero spettatore acquista un ruolo attivo di festeggiante, di chi è invitato ad una festa nella quale può liberamente danzare.

“Le uniche idee in cui credo sono quelle che diventano azioni”.

 

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